Fuoco batterico

Nome latino: Erwinia amylovora [Burr.] Winsl. et al.

Categoria: Batteri da quarantena

Sintomi

Un'infestazione da fuoco batterico non é facile da identificare, infatti, esistono altre batteriosi, funghi, insetti o danni meccanici con sintomi molto simili che rendono l'identificazione difficoltosa. Sulla fioritura si possono osservare avvizzimenti e annerimenti dei singoli fiori o delle intere infiorescenze che assumono un colore marrone scuro. Alcune volte si può osservare la fuoriuscita dell'essudato, un liquido vischioso inizialmente biancastro che in seguito diventa giallastro. I germogli non ancora lignificati sono molto sensibili alla malattia e una volta attaccati assumono un colore verde pallido poi avvizziscono e imbruniscono. Un segno tipico é il piegamento a pastorale. Le foglie infette assumono una colorazione bruno rossastra circoscritta nella zona del picciolo. In inverno il battere si insedia sotto la corteccia formando di cancri sui tronchi.

Ciclo biologico

L'agente patogeno é un batterio flagellato a forma di bastoncello lungo dai 3 ai 1000 millimetri. I flagelli gli permettono di muoversi su specchi d'acqua. Questo batterio si duplica ogni 72 ore a delle temperature attorno ai 25°C. La sua durata di vita dipende dall'ubicazione: da alcune ore ad un giorno intero all'aperto, da un giorno a una settimana sul composto e diversi mesi su attrezzi e indumenti riposti in luoghi protetti. La trasmissione di questo batterio può avvenire tramite insetti che si appoggiano sui fiori, utensili infetti (forbici, trinciatrici, nebulizzatori,...), goccioline d'acqua infette trasportate dal vento, grandine, pioggia, eccetera. L'inoculazione nella pianta sana avviene esclusivamente attraverso aperture già presenti sulla pianta come i fiori, le lesioni (taglio, grandine, lacerazioni) e le lacerazioni da crescita. Una volta penetrato nella pianta l'agente patogeno vive tra le cellule. I batteri si nutrono di succo cellulare.

Causa

Presenza di inoculo nelle vicinanze.

Prevenzione

La campagna d'estirpazione preventiva del Cotoneaster salicifolius lanciata nel 1998 contribuisce a rallentare la progressione di questo batterio. Dal primo maggio 2002 il Dipartimento Federale dell'Economia ha adottato una nuova ordinanza sui vegetali, la quale, vieta l'importazione, la produzione e la messa in commercio della specie Photinia dividiana e delle speci del genere Cotoneaster. Il Canton Friburgo e Turgovia hanno esteso questo divieto a tutte le pianti ospiti del fuoco batterico.
Sia in giardini pubblici, sia in giardini privati si consiglia di evitare la piantagione di piante ospiti di questa malattia ed eventualmente sostituire tutte le piante che hanno la predisposizione a tale malattia con delle alternative. Nel seguente libro si trovano delle valide alternative. LINK PER LIBRETTO DELLE ALTERNATIVE http://www.agroscope.admin.ch/feuerbrand/01429/index.html?lang=it

Lotta

Dopo la conferma da parte del servizio fitosanitario cantonale della reale presenza di fuoco batterico, eliminare tramite incenerimento tutto il materiale infetto. L'Ufficio Federale dell'Agricoltura (OFAG) ha rinnovato l'omologazione di un antibiotico antibatterico contro il fuoco batterico: streptomicina. Questo prodotto è utilizzabile unicamente nei frutteti di produzione sotto stretta sorveglianza chiedendo un'autorizzazione specifica per la sua utilizzazione.

Osservazioni

Il fuoco batterico è una malattia pericolosa, assoggettata all'obbligo di dichiarazione. Erwinia amylovora é originario del Nord America, le prime testimonianze di questa malattia in Europa risalgono al 1957 in Inghilterra. In Svizzera il patogeno é stato individuato nel 1989 su piante di Cotoneaster in Svizzera tedesca. Oggigiorno la presenza di questo batterio si espande in tutta la Svizzera tedesca a livelli di intensità diverse. Nella Svizzera italiana è stato trovato ancora ultimamente nel Mendrisiotto.

Piante ospiti
Melo Pero Biancospino Melo ornamentale Pero ornamentale Cotogno Sorbo Pero corvino Cotogno giapponese Agazzino Nespolo Nespolo giapponese Stranvaesia (Photinia davidiana) Cotognastro