Psilla dell'Albizzia

Nome latino: Acizzia jamatonica

Categoria: Insetti

Sintomi

Il danno è provocato dall'insetto nelle diverse fasi di sviluppo. Munito di un apparato pungente succhiatore, questo insetto si nutre della linfa elaborata delle foglioline, delle nervature delle foglie, dei fiori e dei frutti. Questo provoca, in casi di forti infestazioni, la precoce e progressiva defogliazione della pianta. La primavera successiva ad un forte attacco le piante si presentano con una difficoltà nella ripresa vegetativa e dei seccumi sulla chioma. Molto disagio è causato dalla produzione di melata e da riccioli di cera bianca che imbrattano tutto quanto si trova al di sotto della chioma.

Ciclo biologico

Gli adulti dell'insetto, maschi e femmine, misurano rispettivamente 1,8-2 mm e 2-2,3 mm. Il loro colore varia in funzione della stagione, gli adulti estivi sono di colore verde-giallo mentre quelli autunnali (svernanti) sono di colore bruno-rosso. Le femmine depongono le uova di preferenza ai bordi delle foglioline. Le larve, di colore verde-giallastro con occhi composti rossi, attraversano 5 stadi giovanili. Subito dopo la schiusa delle uova le larve colonizzano le parti verdi delle piante e producono abbondante melata e dalle ghiandole poste all'estremità dell'addome emettono dei caratteristici riccioli di cera. La specie svolge diverse generazioni all'anno che si sovrappongono tra loro, per cui sulle piante ospiti si possono trovare contemporaneamente uova, larve e adulti. Lo svernamento avviene allo stadio adulto su piante sempreverdi.

Causa

Presenza di adulti svernanti nelle vicinanze.

Prevenzione

Favorire la presenza di predatori naturali.

Lotta

Per lottare contro questo insetto ci sono dei trattamenti dilavanti con prodotti a base di acidi grassi. Con questi prodotti, spruzzati in quantità sufficiente a dilavare la melata e la cera dalla chioma, la maggior parte delle larve ricoperte da melata cadono al suolo e deperiscono per disidratazione, inoltre dopo la caduta a terra non sono più in grado di risalire sulla pianta ospite. Considerando che l'insetto svolge più generazioni all'anno, i trattamenti si devono ripetere regolarmente. Dopo essere intervenuti sulle larve, è possibile colpire gli adulti con dei prodotti a base di rotenone, non tossico per le api. È sempre preferibile, quando possibile, l'uso di metodi compatibili con la lotta biologica.

Ausiliari

Sono stati osservati alcuni predatori naturali quali: coccinelle e antocoridi. Questi insetti non riescono tuttavia a far fronte alla massiccia presenza del parassita.

Osservazioni

Osservazioni: Questo fitofago è molto diffuso in Corea, Giappone e Cina. Le prime segnalazioni in Europa risalgono al 2001 in Piemonte e bassa Valle d'Aosta. In Ticino, nell'estate del 2002, sono stati ripetutamente osservati
degli esemplari di Albizia julibrissin sofferenti a causa dell'attacco di questa psilla. L'indebolimento dovuto all'attacco di questo fitofago ha reso le piante soggette ad attacchi di Armillaria. Alcuni proprietari, viste le difficoltà incontrate con queste essenze, hanno optato per l'abbattimento delle piante e numerosi esemplari sono stati distrutti.

Piante ospiti
Albizia