Cancro corticale del castagno

Nome latino: Cryphonectria parasitica

Categoria: Funghi da quarantena

Sintomi

Questo fungo attacca la corteccia del tronco e dei rami di castagno. I germogli non lignificati, le foglie, le strutture riproduttive, l'apparato radicale e la zona del colletto sono immuni all'azione del patogeno. Le parti di corteccia infette si colorano di rosso, seccano e di conseguenza si screpolano. La pianta reagisce cicatrizzando i tessuti infetti. Il fungo forma una notevole quantità di micelio giallastro nello spazio fra il legno e la corteccia ammalata. Sulla corteccia secca appaiono delle fruttificazioni a forma di piccole pustole arancioni-rosse. Le parti al di sopra delle zone colpite deperiscono, le foglie seccano, diventano marroni, ma non cadono. Questo sintomo risalta in piena vegetazione per il contrasto di colore tra le parti sane e quelle infette, risalta pure in inverno poiché le foglie non cadono. Il cancro corticale blocca il flusso di linfa, la pianta reagisce con un notevole sviluppo di polloni al di sotto della sezione colpita.

Ciclo biologico

Sulla corteccia infetta si formano periteci (forma sessuata) e picnidi (forma asessuata) che a maturazione liberano ascospore e picnidiospore. Trasportate dal vento, dalla pioggia e da insetti le spore sono la fonte di infezioni primarie. Dopo la loro penetrazione nelle fessure (crepe della corteccia, rotture di rami, lesioni da grandine o punti di innesto), si mette in marcia il processo di germinazione e il fungo si sviluppa nella corteccia e nel cambio dove forma micelio giallastro. Il ciclo biologico ricomincia con la formazione degli organi di fruttificazione, periteci e picnidi.

Causa

Presenza di inoculo nelle vicinanze.

Prevenzione

Per prevenire e contenere questa malattia, è di fondamentale importanza una serie di pratiche colturali quali: eliminare tutti i rami secchi tramite potatura e bruciatura, nello stesso modo eliminare anche i polloni infetti, lasciando eventualmente i polloni che presentano l'infezione sotto forma di ceppo ipovirulento (vedi osservazioni). Vista la particolare suscettibilità del punto di innesto, nella pratica è importante utilizzare attrezzi sterili (sterilizzati con alcool 70%), marze provenienti da piante non infette e proteggere il punto d'innesto con mastici cicatrizzanti.

Lotta

La lotta a questo fungo si basa sulla prevenzione, non esistono dei trattamenti chimici omologati. Su delle grandi superfici, come in frutteti castanili, si può intervenire con la lotta biologica. Questa particolare lotta biologica può essere applicata unicamente da professionisti nel settore poichè si basa sull'inoculo di ceppi ipovirulenti selezionati su i cancri tipici.

Ausiliari

Ceppi ipovirulenti.

Osservazioni

In natura si sono distinti due tipi di infezioni: molto virulenti (virulenti) e poco virulenti (ipovirulenti). Studi approfonditi hanno permesso di identificare la presenza di un virus nei ceppi ipovirulenti. Le forme virulenti del fungo assumono un colore arancione dovuto alla presenza di picnidi pigmentati, invece le forme ipovirulenti sono di color bianco poichè solo pochi picnidi riescono a formarsi, proprio per questo motivo sono poco virulenti. Un ceppo ipovirulento a contatto con un ceppo virulento compatibile è in grado di attenuare l'infezione. La pianta tenderà gradualmente ad escludere il patogeno e manifestare un'evoluzione dei sintomi che portano verso la cicatrizzazione del problema e la sopravvivenza della pianta.

Piante ospiti
Castagno